venerdì 12 marzo 2010

Tutto quello che avreste sempre voluto sapere...



...e non avete mai avuto il coraggio di chiedere sulla sessualità giapponese.
Ora ne avete la possibilità, visto che ai commenti di questo post cercherò di rispondere con la mia immensa esperienza (interamente teorica, badate).
Loro non ne parlano, non ne accennano neanche e se lo fai tu ti guardano come un pervertito, eppure Tokyo è intrisa di sessualità e non sempre del tipo più raffinato, diciamo. Te la sbattono letteralmente in faccia per le strade con cinema e teatri a tema (un piccolo esempio di locandina-tipo da qualche parte, sparsa per la pagina), quando entri in una qualunque libreria-edicola, la prima fila è puntualmente di manga erotici e nella città elettronica di Akihabara si possono trovare interi palazzi di Hentai e porno-games.
Il problema è complesso: da un lato abbiamo una cultura profondamente introversa, che non ti spinge certo a parlare di cose come la tua vita sessuale e dall'altro un mercato culturale che non fa altro che proporti sesso a buon mercato e di vario genere.
Chiaramente, per i poveri Otaku (manga-addicted), che le donne le conoscono solo virtualmente, la situazione non è facilmente sopportabile e quando arrivano al punto di rottura, reagiscono male e succede che quando si trovano l'occasione per le mani, come nel caso della metro nell'ora di punta, iniziano a palpare allegramente di quì e di lì. Pensavo fosse un'esagerazione, ma poi ho notato che la prima carrozza di ogni treno della metro ha un cartellino davanti: WOMEN ONLY.





L'argomento quindi non è da ridere e se mentre siete su qualche treno urbano di Tokyo, e sentite gridare da qualcuno CHIKAN, badate bene a non aver toccato per sbaglio qualche signorina in Kimono, gli indigeni tendono a diventare piuttosto intransigenti nel caso in cui si tratti male una donna nipponica....gaijin avvisati...



In the next post: incredibili confessioni di un cuoco di sushi di Ebisu!

1 commento:

  1. Circa il fatto delle cose sporche:
    Ma poi tenevo ragione sul fatto del barista?

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