Puoi scappare quanto e dove vuoi, anche dall'altra parte del mondo, financo in Giappone, ma la realtà ti inseguirà sempre e comunque, col suo carico di amarezza e verità di cui faresti piacevolmente a meno, se servisse a qualcosa.
Posso però dire, che l'essermi trovato in questo momento a Kyoto ha avuto un certo peso su tutta la faccenda, aiutandomi in qualche modo a accettare i fatti.
Piccolo excursus filosofico-clerico-storico: le nostre chiese sono fatte per farci riflettere sulla dimensione dell'uomo rispetto a Dio (piccolo uomo quindi, molto piccolo), per farci intimorire, al massimo per cercare la rassegnazione e beato chi trova serenità in questo...
I templi buddisti invece sono molto diversi: ripercorrono sempre il concetto del "Sutra del Cuore", centrale nei loro riti, che recita "Il vuoto è forma; la forma è vuoto"; e se può non significare una beneamata cippa così, leggendolo, ebbene quando si osservano le geometrie di un giardino zen, le linee che scorrono parallele e improvvisamente curvano intorno a un sasso, oppure si muovono parallele all'infinito come se fossero l'impossibile realizzazione di un teorema geometrico greco, allora la cosa inizia ad acquisire il suo senso. L'unico consiglio che vi do è di provare a lasciare entrare quelle linee nella vostra mente, o meglio, di far viaggiare la vostra coscienza su quei binari, sino a quando non riuscirete a utilizzarle per il motivo per il quale sono state tracciate: serenità nel preciso attimo in cui esisti, che è l'unico che abbia un'importanza, senza strascichi emotivi per l'attimo precedente o per quello che verrà.
Assolutamento no, e sono anche talmente ignorante dell'argomento da gettarmi da solo in una pozza di "Scuorno e Brevogna", ma tant'è, ho osservato le linee, ho assaporato la pace del giardino di un monastero, ho perso attimi a osservare un Sakura appena fiorito, nella sua effimera,momentanea bellezza e ho capito cosa intendevano: quel fiore è lo zen, perfetto nell'istante infinito in cui sta esistendo.
E basta.
Guarda, secondo me tieni ragione. L'unico cazzo di guaio è che ora come ora, non me lo trovo un giardino zen grande quanto il campo della Sarnese a portata di mano. Cioè, ci sta mia nonna, che tiene uno di quelli con la sabbia che vendono i cinesi, però a)è troppo piccolo b)cazzo, è dei cinesi, ho sinceramente paura di quella sabbia. E se fosse delle centrali nucleari cinesi? Cioè, gia le centrali nucleari fanno paura, ma poi...Cinesi! Utilizzeranno isotopi farlocchi tipo l'uradio, il plutomio... E se fossero le ceneri di Mao e mi ritrovo comunista senza sapere ne leggere e ne scrivere e iscritto a filosofia quarto anno fuori corso con il cane e le tute adidas cinesi? Eh,"tu ormai vedi cinesi ovunque" dirai tu. Cazzo Arcà, svegliati! Sono ovunque loro.
RispondiElimina