Per chi ancora non avesse un'idea del posto in cui sono, ecco pronto un ultimo indizio.
Attenzione, che non è facile, c'è da impegnarsi un pò per cogliere il suggerimento...
Precisamente, il quartiere si chiama Asakusa, ci sono templi, ci sono negozi di chincaglieria giapponese e c'è un barista, che finchè non gli ho detto che il negroni aveva un sapore italiano, ha continuato a offrirmene; per fortuna sono una persona onesta, mi sono fermato al quinto.
Non sto scherzando, hanno un senso dell'ospitalità e della gentilezza, che anche ad una persona come me, rinomatamente "fessa", fa venire la nausea.
Non puoi fermarti per strada a guardare una cartina, che intervengono dai due ai quattro viecchi giapponesi a darti un'indicazione e, chiaramente, nessuno di loro parla inglese.
Un consiglio ai naviganti del futuro: portatevi la melatonina, il jet lag mi sta lasciando dazed & confused (lett.: rincoglionito) e non è bello sprecare i giorni così.
In the next post: qualche foto di cibo e "piatti tipichi", che piacciono tanto tanto alle mamme!
Guarda che quel barista che ti ha offerto i cinque negroni, dopo non ti ha dato il numero di telefono e il suo indirizzo per "ospitalità"... Statti accorto che questi con la scusa del Sumo iniziano a vottare di panza.
RispondiEliminaAlligatò
Ma si può, per Kannon Sama, bere Negroni anche a 35°42′53″N 139°47′48″E???
RispondiEliminavieni_127